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L'OBESITA' NEL CERVELLO: LE ULTIME RICERCHE E LE PROSPETTIVE DI CURA
Una relazione sempre più indagata quella tra i meccanismi metabolici di accumulo del grasso corporeo e la loro regolazione a livello del cervello: da qui la scelta di affrontare questa tematica nel 6° Rapporto sullObesità in Italia
Obesità è un termine generico. La ricerca, esposta allinterno del 6° Rapporto sullobesità in Italia presentato oggi, fa luce su una serie di condizioni differenti come cause, quadro clinico e approccio terapeutico. Per affrontare razionalmente il problema dovremo abituarci a pensare che non esiste lobesità, ma bensì le obesità. Malgrado la tendenza ad incasellare lobesità come un problema da comportamento vorace e da scarsa forza di volontà, una evidenza scientifica inequivocabile dimostra ora che fattori genetici giocano un ruolo dominante nel determinare il peso corporeo entro un dato ambiente. Lobesità non è semplicemente una conseguenza della civiltà del benessere o degli stili di vita. In realtà è una malattia insita nel patrimonio genetico della specie umana e non un episodio della sua storia legata alla società dei consumi, afferma il professor Antonio Liuzzi, Direttore del Laboratorio Ricerche diabetologiche e Responsabile dellU.O di Medicina generale dellIstituto Auxologico Italiano, Ospedale San Giuseppe di Piancavallo.Ma come studiare i meccanismi che portano allaccumulo di grasso nel nostro corpo in relazione alla centralina che tutto governa e controlla, vale e a dire il cervello? Grazie alle moderne indagini disponibili, sia di visualizzazione dellattività cerebrale (neuroimaging funzionale) che di biologia molecolare, oggi sappiamo che esistono complessi circuiti tra il tessuto adiposo, accumulato in periferia, e le aree cerebrali localizzate prevalentemente nellipotalamo, nelle strutture profonde del cervello.
Il 6° Rapporto sullobesità in Italia a questo riguardo chiarisce che la regolazione del peso corporeo per combattere efficacemente lobesità esige lo sviluppo di farmaci capaci di agire a livello centrale, cioè sul cervello. Il numero dei potenziali bersagli farmacologici per nuove strategie terapeutiche contro lobesità sta aumentando esponenzialmente per lo straordinario avanzamento della ricerca scientifica nella comprensione dei meccanismi molecolari dellinterazione tra segnali periferici e sistemi effettori centrali, che attuano la risposta, coinvolti nella regolazione dellomeostasi energetica (equilibrio energetico).
Ad esempio, una modifica strutturale del recettore 4 della melanocortina fa sì che i soggetti affetti recepiscano meno il segnale anoressante (inibente lo stimolo della fame) dellormone cerebrale alfa MSH con un conseguente quadro clinico di obesità responsabile di circa il 6% delle obesità infantili. Del tutto recentemente è stato dimostrato che il 3% dei pazienti obesi iperfagici hanno un difetto del recettore per la leptina, ormone anoressante prodotto dal tessuto adiposo, determinando così un quadro di cospicua obesità.
Ricerca di nuove conoscenze sulle varie forme di obesità e sui meccanismi che la determinano, sono oggi determinanti per la medicina. Lobesità è ormai una pandemia globale: le cifre delle persone attualmente obese sono tanto allarmanti da che lOrganizzazione Mondiale della Sanità parla di globesità riferendosi a quella che sta diventando una delle prime cause di morte nel mondo.
Per affrontare quello che è ben più di un problema estetico, ma una vera e propria patologia, viene sempre più utilizzato un approccio multidisciplinare data la complessità dei meccanismi in gioco.
Quali relazioni ci sono tra il sistema nervoso e lobesità? E date le relazioni tra metabolismo e controllo neuro-fisiologico, quali prospettive si aprono nella messa a punto di farmaci contro lobesità?
Il 6° Rapporto sullObesità in Italia. Cervello e Obesità: neurobiologia e neurofarmacologia dellIstituto Auxologico Italiano, presentato oggi a Milano, analizza le problematiche e raccoglie le ricerche più aggiornate delle relazioni tra sistema nervoso e metabolismo.
Nel nostro Paese 4 milioni di persone sono obese, e circa 16 milioni in soprappeso. I dati sugli adolescenti e soprattutto quelli sui bambini italiani sono allarmanti: circa il 20% di individui è in soprappeso e il 4% obesi afferma il Dott. Amleto Damicis, Direttore dellUnità di Documentazione e Informazione Nutrizionale INRAN, e aggiunge: nella fascia 6-13 anni le percentuali salgono: 25% di sovrappeso e 5% di obesi.
Lobesità è una malattia e tale va considerata: le patologie associate a quella che viene definita sindrome metabolica sono responsabili del 60% delle morti nel mondo. E visto che globalmente circa un miliardo di persone sono in sovrappeso, le cifre potrebbero in breve tempo aumentare ulteriormente.
I centri cerebrali e il sistema nervoso sono strettamente correlati con la regolazione del metabolismo, dal punto di vista della generazione della sensazione della fame e del controllo dellaccumulo di energia. Per questo motivo non si può ridurre il controllo del peso e il trattamento dellobesità a un semplice bilancio tra calorie introdotte ed energia utilizzata.
È in questo contesto che si inseriscono le ricerche e lutilizzo clinico di farmaci capaci di agire sulle sostanze in grado di immagazzinare o utilizzare il grasso e sulla regolazione della sensazione della fame.
In particolare sembra emergere un possibile ruolo nello sviluppo di nuove terapie dei cannaboinoidi endogeni, sostanze prodotte dallorganismo e coinvolte nello sviluppo dellappetito.
Le recenti ricerche hanno evidenziato che se da una parte il metabolismo viene influenzato dai processi neurofisiologici è daltra parte anche la stessa condizione di obesità ad alterare i processi che interessano le regolazioni neurologiche: infatti emerge dagli studi come il tessuto adiposo abbia a sua volta una attività neuroendocrina, capace quindi di interferire con il normale funzionamento dellorganismo.
Per questo motivo è bene superare latteggiamento attuale ancora molto presente che considera lobesità come un problema di semplice bilancio calorico.
Ancora oggi si considera lobesità come un fenomeno unico, con differenze solo in termini quantitativi; atteggiamento che risulta evidente dagli articoli e dalle campagne di stampa che attribuiscono alla ridotta attività fisica e alla maggiore alimentazione la responsabilità afferma Antonio Liuzzi, Direttore del Laboratorio Ricerche diabetologiche e Responsabile dellU.O di Medicina generale dellIstituto Auxologico Italiano, Ospedale San Giuseppe di Piancavallo.
Le campagne per modificare lo stile di vita delle popolazioni possono ottenere risultati per i gradi modesti di soprappeso o obesità, ma non possono essere sufficienti per contrastare lobesità grave, che è una malattia, se non si comprenderanno più a fondo i meccanismi con cui vengono continuamente accumulate scorte energetiche da parte dellorganismo.
In conclusione il Prof. Alberto Zanchetti, direttore scientifico dellIstituto Auxologico Italiano, sottolinea limportanza di questo 6° Rapporto sullObesità in Italia per lIstituto e per la ricerca.
Il Rapporto oltre a riportare gli aggiornamenti sulle più recenti ricerche in corso vuole anche fornire un quadro il più possibile completo dello stato attuale delle conoscenze; afferma il professore spazia perciò dalla neurobiologia alla ricerca clinica, dalla neurofisiologia e neurofarmacologia alla psicologia.
Il Rapporto sullobesità in Italia (Franco Angeli), promosso e curato dallIstituto Auxologico e frutto del lavoro di 43 ricercatori di varie specialità, approfondisce la conoscenza dei molteplici aspetti (clinici, terapeutici e sociali) che caratterizzano questa malattia, al fine di contribuire alla sensibilizzazione e alla corretta informazione scientifica, nonché fare il punto sullepidemiologia, sullo stato della ricerca e sugli approcci clinico-terapeutici. Nella sua sesta edizione il Rapporto sullobesità in Italia analizza le problematiche e raccoglie le ricerche più aggiornate delle relazioni tra sistema nervoso e metabolismo.
Tratto da Salus a cura di ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO
Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico
Data: 22/03/2007
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