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50° anniversario ISS

CELEBRAZIONI PER IL 50° DELL'ISTITUTO SICUREZZA SOCIALE - PREMESSA


Con il termine Sicurezza Sociale, si è soliti indicare quel complesso di attività esperite da una comunità statale volte a garantire ai singoli cittadini, alle famiglie o ai gruppi sociali di volta in volta considerati, il raggiungimento di risultati quali il benessere fisico e l’elevazione morale
ed intellettuale.
La Sicurezza Sociale rappresenta altresì l’insieme dei provvedimenti finalizzati ad assicurare a quegli stessi soggetti ogni mezzo che risulti sufficiente e necessario al fine di soddisfare i bisogni della vita in ogni momento dell’esistenza, nonché a garantire la difesa contro particolari tipologie di rischio, individuale od economico.
E’ opinione diffusa che la Sicurezza Sociale abbia visto la nascita, sotto forma di sistema organico e ordinato in senso legislativo, attorno agli anni ’30 negli U.S.A. per effetto del “Social Security Act” emanato dal Presidente F.D. Roosevelt, altri datano la locuzione “sicurezza sociale” in un contesto del Decreto del Consiglio dei Commissari del Popolo dell’Unione Sovietica nel 1918; risulta certo che l’uso in senso generico della locuzione “Sicurezza Sociale” sia rinvenibile per la prima volta in un discorso di natura politica, pronunciato nel Febbraio 1819 dal celebre “Libertador” della Repubblica di Colombia – Simon Bolivar.
In realtà la vera svolta avvenne a partire dagli anni ’30 e fino a tutti gli anni ’50, quando tutti i paesi storicamente più attenti alle problematiche derivanti dalle questioni sociali ed economiche, provvedettero a dotarsi di legislazioni, più o meno complete in materia di Sicurezza Sociale.
Il consolidarsi di tali legislazioni ha determinato una svolta per certi versi epocale, segnando il passaggio da una generica idea di assistenza sociale più o meno diffusa e completa, all’idea di sicurezza sociale concepita in senso estensivo, e per questo generalizzata ed universalistica, ovvero uno Stato, e con esso tutta la collettività organizzata, che sappia assumersi
su se stesso tutto il compito di garantire ai propri cittadini la libertà dal bisogno.
Tale svolta arriva nella Repubblica di San Marino il 22 Dicembre 1955, con l’approvazione concorde di tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio Grande e Generale, dell’istituzione di un sistema obbligatorio di Sicurezza Sociale, che gradualmente “avrebbe contemplato l’erogazione di prestazioni sanitarie, di prestazioni economiche temporanee e vitalizie,
di assegni familiari, di prestazioni assistenziali a tutti i cittadini sammarinesi e a tutti i cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno o residenza anagrafica”.
Si trattò di una legge - n.42 - che rivoluzionò completamente
l’organizzazione sanitaria dell’antica Repubblica, tentando di adeguarla a quelle che noi ora consideriamo le nuove esigenze della vita civile, ma anche e soprattutto a quei principi fondamentali che trovano posto nell’art.25 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’ONU.
Da allora il programma dell’Istituto per la Sicurezza Sociale ha perseguito sempre due linee fondamentali: da una parte il progressivo completamento della legislazione, dall’altro il potenziamento e la ricerca della qualità dei servizi erogati.
Va comunque sottolineato che in cinquant’anni la politica sanitaria nella Repubblica di San Marino è stata così attuata al fine di stabilire il principio che la collettività deve preservare il proprio capitale umano non solo con le prestazioni sanitarie, qualora se ne alteri lo stato di salute, ma anche
con la corresponsione del minimo vitale, qualora ne venga ridotta, temporaneamente o in via permanente, la capacità produttiva.
Tale politica è stata così condotta perché il concetto dello stato pietoso che soccorre l’indigente è stato definitivamente abbandonato, e sostituito con il principio che fa obbligo alla collettività di garantire ad ogni essere umano, in quanto tale, la tutela dai danni derivanti dalla vita individuale, familiare, lavorativa e sociale.
La Segreteria di Stato per la Sanità si è sempre fortemente impegnata sul fronte della Sicurezza Sociale considerandola il vero banco di prova dell’efficienza dell’organizzazione sanitaria del futuro, sia in termini di miglioramento dell’esistenza, sia della prevenzione e della tutela, ponendola
sempre come obiettivo prioritario nei programmi di lavoro.





 

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