Tu sei qui

Sicurezza Sociale

Con il termine Sicurezza Sociale si designa quel complesso di attività esperite da una comunità statale volte a garantire ai singoli cittadini, alle famiglie o ai gruppi sociali di volta in volta considerati, il raggiungimento di risultati quali il benessere fisico e l’elevazione morale ed intellettuale.
La Sicurezza sociale rappresenta altresì l’insieme dei provvedimenti finalizzati ad assicurare a tutti ogni mezzo che risulti sufficiente e necessario al fine di soddisfare i bisogni della vita in ogni momento dell’esistenza, nonché a garantire la difesa contro particolari tipologie di rischio, individuale ed economico.
Nell’ultimo secolo del Secondo Millennio, il consolidarsi di legislazioni, più o meno complete, in Materia di Sicurezza Sociale nei Paesi cosiddetti industrializzati ed attenti alle problematiche derivanti dalle questioni sociali ed economiche, ha determinato una svolta per certi versi epocale, segnando il passaggio da una generica idea di assistenza sociale più o meno diffusa e completa, all’idea di sicurezza sociale concepita in modo estensivo, e per questo generalizzata e universalista; in altre parole all’idea di uno Stato, e con esso tutta la collettività organizzata, che sappia assumersi su se stesso il compito di garantire ai propri cittadini la libertà dal bisogno.
Tale svolta arriva nella Repubblica di San Marino il 22 dicembre 1955, con l’approvazione concorde di tutte le forze politiche rappresentate nel Consiglio Grande e Generale dell'istituzione di un sistema obbligatorio di Sicurezza Sociale, che gradualmente «avrebbe contemplato l'erogazione di prestazioni sanitarie, di prestazioni economiche temporanee e vitalizie, di assegni familiari, di prestazioni assistenziali a tutti i cittadini sammarinesi e a tutti i cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno o residenza anagrafica».
Si trattò di una Legge - n.42 - che rivoluzionò in modo copernicano l'organizzazione sanitaria della Repubblica, adeguandola a quelle che noi ora consideriamo le nuove esigenze della vita civile e soprattutto ai principi fondamentali dell'articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Da allora il programma dell'I.S.S. ha perseguito sempre due linee fondamentali: da un lato il progressivo completamento della legislazione, dall'altro il potenziamento e la ricerca dei servizi erogati.
Nel cinquantennio trascorso la politica sanitaria della Repubblica di San Marino è stata attuata al fine di stabilire il principio che la collettività deve preservare il proprio capitale umano non solo con le prestazioni sanitarie, qualora se ne alteri lo stato di salute, ma anche con la corresponsione del minimo vitale, qualora ne venga ridotta, temporaneamente o in via permanente, la capacità produttiva.
Tale politica è stata così condotta perché il concetto dello "Stato pietoso" che soccorre l'indigente è stato definitivamente superato e sostituito con il principio che fa obbligo alla collettività di garantire alla persona la tutela dei danni derivanti dalla vita individuale, familiare, lavorativa e sociale, per la costruzione di una società che si prende cura del disagio e della sofferenza, evitando di occultarli.
Ricorre nell’anno 2005 la celebrazione del cinquantesimo anniversario della Legge Istitutiva dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, la quale - fra due secoli e due millenni - sigla l’evento storico dell’anno 1955 come cifra di una identità statuale da sempre dedicata impegnata coinvolta nella cura dei modi in cui la collettività si propone di definire/ridefinire i valori di solidarietà, convivenza, salute, benessere come valori fondamentali e, nel medesimo tempo, nell’interesse interpretativo rivolto alle trasformazioni che incidono sulla condizione di vita dei cittadini.

Trascorsi cinquanta anni, il 30 novembre 2004, il Consiglio Grande e Generale, ha varato la Legge sull’ordinamento del sistema sanitario , socio sanitario e previdenziale della Repubblica di San Marino, che comprende e assume le finalità istituzionali, gli obiettivi effettuali, le conquiste collettive sociali e politiche della Legge istitutiva dell’I.S.S., aggiornandone, nei termini corrispondenti alle nuove attuali esigenze storiche, i contenuti, gli strumenti, le procedure, gli aspetti organizzativi e gestionali, le componenti sistemiche, in un quadro in progress di realizzazione dei diritti di cittadinanza attiva e democratica che contraddistinguono l’appartenenza alla nostra Repubblica, riconoscendone la peculiarità e la specificità della sua tradizione e della sua storia.
Tracciare un bilancio di cinquant’anni di Storia significa ipotizzare scenari per un futuro di crescita continua ed organica nella prospettiva di essere davvero “conservatori e rivoluzionari”, come suggerisce la felice definizione di Enrico Berlinguer.