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Premessa "Fondazione Casale la Fiorina"

Nell’ambito delle politiche sociali di questa Segreteria di Stato, un capitolo significativo riguarda gli anziani.
Un dato demografico che influenza le risorse disponibili, gli orientamenti politici di programma per gli interventi sulla popolazione, in particolare quella “anziana”, è costituita da ultrasessantenni, che, sommata alle persone in età scolare, dà un’indicazione approssimativa della popolazione non attiva.
I dati comparativi a livello internazionale, calcolati nel 2000 da United Population Division, indicano che oggi gli ultrasessantenni rappresentano circa il 24% della popolazione, mentre nel 2050 si prevede che essi supereranno il 42% e che la percentuale di coloro che hanno 80 o più anni sarà più che raddoppiata, passando dal 16% al 34% della popolazione totale.
Questi dati indicano che in futuro gli investimenti nell’istruzione e negli affari sociali costeranno maggiori sforzi, visto l’eccezionale aumento della popolazione non attiva.
C’è inoltre un’altra questione aperta che implica una riflessione approfondita.

L’anziano di oggi si trova nella stessa difficoltà relazionale del fanciullo, del portatore di handicap, del non abbiente, dell’immigrato, del dipendente continuamente ricattato dal datore di lavoro. Una sensazione di esclusione, prodotta dagli atteggiamenti di rigidità degli altri, veicolati da modelli di comunicazione ridotta, da una chiusura degli universi sociolinguistici. La constatazione di una sofferta esclusione attuale non diminuisce la forte componente dell’egocentrismo collettivo, sempre legato, come nelle passate generazioni, alla conquista o al mantenimento del potere-dominio e alla trasmissione di una vernice di onnipotenza, intesa come chiusura verso l’altro.

Esiste quindi la necessità di interventi che promuovano la comunicazione intergenerazionale e le interazioni fra giovani, adulti e anziani.
Le trasformazioni che negli ultimi anni hanno caratterizzato processi economici e sociali propongono tematiche relative alla coesione sociale ed alla solidarietà in termini nuovi e talvolta drammatici.
Quanto richiesto dalle domande relative a questa area rimanda a quell’insieme di senso sociale diffuso che caratterizza il clima nel quale si vive nel nostro paese.
Fra le dimensioni problematiche di particolare rilevanza si segnalano:

- problemi del pregiudizio nei confronti del diverso, legato alla difficoltà che l’adolescente o il giovane oggi incontra nella fase in cui deve consolidare una immagine di sé ed una identità;

- problemi legati a situazioni in cui la diversità richiede il riconoscimento di diritti di tutela e cure specifiche (handicap, infanzia, anziani…).

Tali questioni rimandano a dimensioni socioculturali e psicologiche individuali e collettive. Rispondere significa porre attenzione ai modi in cui una società si propone di ridefinire i valori di solidarietà e di convivenza come valori fondamentali e nello stesso tempo ai modi in cui la popolazione vive queste trasformazioni e si riconosce/non si riconosce in queste.

Un progetto di incontro/interazione fra giovani e anziani – che questa Segreteria intende promuovere e sollecitare - si spinge in questa direzione, curando il recupero della memoria, della quale gli anziani sono scrigno, nella costruzione del processo di riproduzione sociale.
Non si dimentiche chela mancanza di dimensione storica e di confronto con la molteplicità di interpretazioni dei fenomeni sociali rischia di ingenerare un equivoco potenzialmente pericoloso dal punto di vista della formazione civica dei giovani: quello del consolidare in essi una immagine della democrazia come un sistema politico acquisito definitivamente, una cosa scontata, quasi la democrazia fosse l’ambiente naturale della vita degli individui dei nostri giorni e non piuttosto il frutto di una conquista faticosa – e che la storia insegna essere soggetta a rovesciamenti spesso imprevedibili – e il cui mantenimento e sviluppo richiede l’azione consapevole di tutti i cittadini.
In questo contesto di rapporti intergenerazionali, che costituisce il nodo e la svolta della politica degli Affari Sociali, si intende avvalorare il nostro modello pubblico, che si riferisce alla Casa di Riposo, proponendo riflessioni e costituendo iniziative.
Le nuove strutture del “Centro Residenziale Anziani” dovranno dotarsi di strumenti che vadano in questa direzione come ad esempio:

− biblioteca
− filmoteca;

spazi per

− la lettura collettiva,
− le letture drammatizzate,
− il Teatro (giovani e anziani insieme),
− l’ascolto della musica,
− l’esposizione e l’interpretazione delle Arti figurative

e, nel caso siano presenti anziani che conoscono lingue straniere, spazi per

− la proiezioni in DVD nelle legge originali, restituendo agli anziani anche il loro ruolo di essere promotori di cultura verso i più giovani,
− l’organizzazione di percorsi naturalistici di erborizzazione.

Il problema fondamentale per gli ultrasessantenni è quello di mantenete attivi il fisico e la mente, di tenere soprattutto in funzione la testa, specie in considerazione dell’allungamento dell’età: e questo, oltre che un problema di manutenzione della cultura e di coltivazione delle competenze, è un problema sanitario di grande rilevanza.