
I dieci anni della 31/98
Tra la fine degli anni 80 e linizio degli anni 90, a livello di politica europea, su ambiente e sicurezza sui luoghi di lavoro, si aprì un nuovo ciclo, almeno in termini di vastità di applicazione, attraverso le direttive europee sulla sicurezza e salute dei lavoratori che inquadrava in maniera organica la problematica. Tutti i paesi hanno di conseguenza recepito o adeguato norme sulla materia.
Anche San Marino ha fatto la sua parte emanando la "Legge Quadro in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro", Legge n.31 del 18 febbraio 1998.
La Segreteria di Stato ha organizzato una serie di convegni per celebrare il decennale di questa Legge con l'intento di creare le condizioni per una analisi dei risultati ottenuti e delle cose che ancora sono da fare.
L'iniziativa ha previsto tre giornate di lavoro che si sono svolte presso il Centro Congressi Kursaal di San Marino, la prima il 19 giugno, la seconda il 16 ottobre e l'ultima il 29 ottobre 2008.
Il tema della sicurezza sul lavoro deve essere costantemente al centro dellimpegno di tutti i soggetti sociali, in modo tale da creare una cultura che, rafforzando il valore sociale dellimpresa, sappia coniugare il rispetto degli inalienabili diritti dei lavoratori con la ricerca del profitto. Questi appuntamenti di approfondimento hanno lo scopo di contribuire alla promozione di una rinnovata cultura della sicurezza che deve essere presente nella società.
La cultura della sicurezza deve esplicitarsi in un modello organizzativo che permetta di attuare e sviluppare in azienda una mentalità aperta e costruttiva verso la sicurezza attraverso un continuo e costante impegno del datore di lavoro e il coinvolgimento del personale operativo. Non ci possono essere risultati positivi strutturali se non cè convinta condivisione degli obiettivi da parte del complesso dei soggetti interessati.
Lavorare in Sicurezza: un diritto di tutti e un dovere comune. Gli incidenti sul lavoro non sono una fatalità: gli incidenti sul lavoro non sono una condanna.
La nostra Repubblica, che ha generato una sintesi alta tra sviluppo economico, democrazia politica e coesione sociale, deve oggi dare vita ad una società più libera, umanamente più ricca e più giusta, una società che mostri di non aver perduto slancio, tensione morale, speranza.
Noi dobbiamo consolidare i fondamenti di una "cittadinanza responsabile", dove l'esigenza di sicurezza, reddito, assistenza, proceda di pari passo con l'apertura verso la costruzione di una società veramente solidale.
La politica deve fare la sua parte, deve affermare la natura universale dei diritti e soprattutto deve fare in maniera che il lavoro sia al servizio delle persone e non viceversa.
Una politica non è tale se non lascia intravedere una linea di sviluppo, se non crea unansia di divenire capace di trascinare i comportamenti. In altre parole, una politica è efficace se contiene unutopia, intesa nel significato che alla parola ha conferito Tommaso Moro, che per primo lha introdotta nella storia della cultura europea.
La politica, soprattutto, può gettare il cuore oltre l'ostacolo e cominciare, prima di altri, a immaginare il mondo come sarà.
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